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Archive for the ‘Noxa’ Category

Lo RollIt: un trip inaspettato

ALL’ATTENZIONE CORTESE DEI NOSTRI CARI AC AFFEZIONATISSIMI LETTORI

Se da qualche tempo avete colto nell’aria il sentore di novità d’ampio riguardo, non vi sarete sbagliati. Come da alcuni giorni vi abbiamo anticipato, in queste settimane si sono mosse molte cose e ora possiamo dirlo: lo Svarione degli Anelli continuerà.

Affiancati dal Team originale di Clistere.org i lavori per Lo Hobbit sono iniziati, e questa notte, al chiaro di luna velato dalla coltre nebbiosa milanese, abbiamo l’onore di annunciarvi la prima visione esclusiva del trailer de Lo RollIt – questo il nome del ridoppiaggio in progetto.

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Affiancare la tecnologia. Breve saggio

Il significato originario della tecnologia ha sempre interessato quelle forme di attività umane atte, sfruttando le progressive conoscenze ed acquisizioni della scienza, a migliorare le condizioni di vita dell’Uomo stesso tramite la creazione di nuovi mezzi, congegni ed apparati.

In questo senso, se l’Uomo si è quasi sempre storicamente dimostrato incline a perseguire quello scopo, negli ultimi anni non in pochi ritengono che oggi sia possibile osservare una apoteosi dello scopo stesso. Già a partire della metà del secolo scorso, infatti, si è assistito ad una diffusione esponenziale dei ritrovati tecnici e delle loro applicazioni, che hanno sempre maggiormente interessato gli individui in campo tanto domestico, quanto produttivo e assistenziale.

Tuttavia, con l’avvento della cosiddetta rivoluzione digitale, che ha interessato il panorama socio-economico del primo mondo a partire dall’inizio del nuovo millennio, è stato l’Uomo a trovarsi sempre più coinvolto ed avvolto nel progresso in una quantità sempre maggiore di aspetti, in una sorta di sempre più evidente inversione di ruoli. E non pochi sono stati i timori presto suscitati da questa nuova condizione.

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Un’analisi del caso Uber

Ovvero come liberalizzare il mercato dei taxi deprezzando i costi delle licenze tramite un’azione di concerto fra enti di diritto pubblico e libero mercato

 

MILANO – Il 26 Maggio 2015 il Tribunale del capoluogo lombardo sospendeva a tempo indeterminato, al termine di un’aspra polemica durata ben dodici mesi – arrivata persino a scuotere le fondamenta stesse del neoliberismo – il servizio UberPop.

UberPop è molto semplice: in presenza di una moderata richiesta (ovverosia in città che godano di un certo respiro nel panorama internazionale) ogni possessore di un’automobile, dotato di alcuni semplici requisiti di sicurezza e serietà personale, mettendosi a disposizione tramite un portale dedicato, trasporta da un luogo all’altro il cliente che ne faccia richiesta. Senza licenza. Costando la metà di un taxi.

Ovviamente Uber non ha inventato nulla, e ovviamente nel territorio della Repubblica la vita di UberPop è stata molto breve: il quadro normativo vigente, come non di rado accade, parla chiaro nel definire manifestamente fondata l’accusa di concorrenza sleale strenuamente propugnata tanto dai portavoce quanto da ogni singolo esponente della corporazione dei tassisti.

La questione avrebbe potuto presto definirsi chiusa, e non ci troveremmo senz’altro – a più di un anno di distanza – a spendere parole in merito se non per il fatto che, con il suo semplice servizio illecito, Uber ha risposto nel migliore dei modi ad un’esigenza solida e attuale. Esigenza che, pur tuttavia, appare in qualche modo tralasciata dalla cittadinanza a causa della cristallizzazione di un assetto ormai percepito come trascendente e immutabile status quo: mi riferisco alla già citata (e quanto mai rigidissima) corporazione dei tassisti, e al fatto che, nell’immaginario comune, il taxi sia un lusso.

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