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Archive for the ‘Gazzetta Ufficiale della classe Quintabbì’ Category

Del relitto

Introspezione artistico-letteraria della mia persona come strumento di poetica

Spesso mi sono interrogato sul cosa io sia e che cosa io e la mia figura, carnale e non, costituisca per gli altri che vivono attorno a me. E’ difficile rispondere oggettivamente a questa domanda e perciò ho ricorso più volte durante le mie riflessioni ad una metafora per spiegare la visione della mia esistenza nella società. Io credo, infatti, che non ci sia una miglior immagine se non quella di un relitto incagliato con lo scafo nelle profonde sabbie di un nero abisso per designarmi appieno. Il relitto giace sul profondo fondale del mare, abbandonato nel marino silenzio dal resto del mondo che sta sulla superficie e che è irradiato dai raggi del sole che attraversano l’immenso ponte del cielo.

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Non fare lo spetto – parte II

Chiuso nel suo antro, coperto dal banco e dalle spalle lobalbesche, il C. passa le sue ore scolastiche dilettandosi coi Pokemon e il Duel Monster professionistico, che lo trascinano in una dimensione diversa dalla nostra.
Questa sua postazione, accompagnata alla natura humile e pacata della persona, hanno permesso al buon L. di costruirsi un immagine impeccabile, che ha permesso lui di evitare debiti, e di guadagnare ripetitivi 9 e 10 in condotta.

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Rotten within

Snorghi e P. svelano il teorema sulla mole di marcio

(articolo temporaneamente sprovvisto di immagine)
Lunghe ricerche, numerosi esperimenti, veglie, orari impossibili, fogli appallottolati che traboccano dal cestino.
Alle ore 23.47 di due giorni fa arriva l’annuncio da A. W., portavoce dei laboratori Snorghi: «abbiamo trovato l’ultimo anello mancante, è fatta! »
Ore 9.36 del giorno dopo, gli scienziati antropologi P., M. e M. escono finalmente dall’edificio, stanchi, ma sorridenti e sollevati.
Il teorema sulla mole di marcio intrinseca (TMMI) era un cruccio che li affliggeva da tempo, ma grazie agli ultimi esperimenti sono arrivati all’enunciato fondamentale, che vi proponiamo con tanto di spiegazione.
L. P.

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Metaletteratura o metà-letteratura?

(e quindi voto dimezzato)

Quando P. deve tacere

Ormai sembra quasi di sentirlo sussurrare – nemmeno in tono tanto pacato – anche solo camminando per i corridoi dell’Istituto: «M. l’avrebbe ucciso Isacco!». E questo lo crediamo bene! Uno svolgimento che risulta a tratti poco lineare, una trattazione superficiale degli aspetti fondamentali e un’argomentazione scadente: in questi termini è stata sancita la valutazione del primo tema dell’anno per il nostro piccolo Barabba, che come di consueto non si spinge oltre la soglia del galleggiamento precario.
L’obrobrio, che non esitiamo a definire scarto de’ piccioni, presentava come oggetto la reazione continentale agli impulsi innovativi britannici che definirono quella che sarebbe passata alla storia come Seconda Rivoluzione Industriale.

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Ancora in ostaggio la bici di G.

Previsti altri 10 giorni di agonia

MILANO – La nostra storia inizia Sabato 12 Ottobre. In quel tempo, durante una delle consuete dispute calcistiche che caratterizzano il variegato panorama sportivo della Quintabbì, la caviglia destra del nostro A. è stata silenziosamente sfiorata da una letale freccia di Apollo, che ne ha provocato la rottura di alcuni legamenti. Fra i terrori e le cure di amici e famigliari, G. è stato quindi trasportato d’urgenza all’Hospedale “Gaetano Pini”, ove fu repentinamente ingessato.
Tuttavia il fato volle, per gran sfortuna, che A. affidasse il suo fedele biciclo, al quale d’ora innanzi ci si riferirà col nome di Sigfrida, al malo P., che non perse l’occasione di sfoggiare le sue doti di abile sequestradore.

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