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Arcipelago terze prove

Avevamo promesso che non saremmo più ritornati; che nulla sarebbe più stato scritto; che nessuno sarebbe più stato chiamato in causa, ma ci sbagliavamo. Avevamo scritto articoli che erano stati definiti impubblicabili, eravamo usciti silenziosamente di scena con l’idea di chiudere per sempre la nostra breve parentesi giornalistica, ma è bastato uno, sì, un singolo sguardo d’intesa, dopo ben sei mesi di nemmeno troppo sofferto silenzio, per farci capire che ci saremmo presto rimangiati tutto, e così è stato.

La tematica che ho deciso di proporre con il presente editoriale si pone l’obiettivo di scaturire una riflessione a partire dai recenti avvenimenti che hanno caratterizzato il nostro panorama didattico. Non credo, infatti, di esagerare quando affermo che spesso si è perso di vista l’obiettivo, che forse non consiste sempre nel corretto recitar d’una dottrina, o nel conoscere al dettaglio i canoni per una perfetta subduzione; no, signori, non parlo nemmeno di quel diploma tanto utile quanto ormai fondamentale per l’accesso ad una società di privilegi. Ho sempre pensato, e ancora spero, di rivolgermi ad un’udienza di persone con l’idea precisa di voler capire, più che conoscere, in un mondo in cui le nozioni sono facilmente reperibili in una quantità incommensurabile a quella contemplabile anche solo un decennio fa. Spero quindi di non urtare nessuno nel ricordare che il nostro compito, ancora, è quello di essere persone profonde, che non si limitino alla superficialità di una terza prova tanto nell’apprendere quanto nel giudicare la vera maturità individuale. E di fronte a questa, io credo, può e deve passare in secondo piano qualsiasi argomento di studio, qualsiasi esso sia, destinato in una certa misura ad una vita breve se paragonata a quella di ciò che in questa sede davvero possiamo imparare, e può essere infinito: l’ampiezza della mente. Conferiamo ad essa, tutti, il meritato valore, e noteremo con piacere quanto sarà utile nel maneggiare le nozioni; poiché queste, quelle vere, che ancora non padroneggiamo, richiederanno ben più della nostra scarsa memoria per essere utilmente messe a frutto. Non sottovalutiamo l’imparare oggi ad essere delle persone migliori. Non sopravvalutiamo le terze prove.
Buona lettura

Tratto dalla
Gazzetta Ufficiale
della Classe Quintabbì
(LSS L. Da Vinci – Milano)